Tra i 5 personaggi da tenere d’occhio nel 2025

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Paolo Bonetti

Ci sono momenti nella vita professionale che ti lasciano senza parole. Per me, uno di questi è stato scoprire di essere stato inserito nella lista dei cinque personaggi da tenere d’occhio nel 2025. Non da una testata di nicchia, non da un blog di settore, ma da testate come Novella 2000, Libero Quotidiano, Il Tempo e TgCom24. Tutte insieme. Nello stesso momento.

La notizia che non ti aspetti

Ricordo perfettamente come l’ho scoperto. Era la fine di aprile 2025 e stavo controllando le notifiche sul telefono durante una pausa tra una riunione e l’altra. Un messaggio di un amico: “Hai visto? Sei su Novella 2000!” Ho pensato che stesse scherzando. Novella 2000 è una delle riviste più iconiche del panorama editoriale italiano, letta da milioni di persone. Cosa ci facevo io lì dentro?

Ho aperto il link e ho letto l’articolo: “I cinque personaggi da tenere d’occhio nel 2025: ecco chi sono.” E il mio nome era tra quelli. Accanto a imprenditori e personalità che stanno lasciando il segno in settori diversi — dalla moda all’innovazione digitale, dal business tradizionale alle nuove frontiere dell’economia.

Nei minuti successivi ho iniziato a ricevere altri messaggi. L’articolo era stato ripreso ovunque. Libero Quotidiano lo aveva pubblicato con il titolo “I 5 personaggi da tener d’occhio nel 2025: ecco chi sono.” Il Tempo aveva la sua versione. TgCom24, attraverso la sezione Social People, lo aveva rilanciato. E poi ancora: L’Inserto, Live Mag, Fashion Life Web, DayNews24, Financial Day24. Una cascata di pubblicazioni che trasformava una notizia in un evento mediatico a tutti gli effetti.

Perché proprio io?

È la domanda che mi sono fatto subito, e che probabilmente si farà anche chi legge queste righe. La risposta, credo, sta nel percorso. Non in un singolo risultato, non in un colpo di fortuna, ma in un cammino lungo anni fatto di progetti concreti, di innovazione costante e di una visione chiara su dove sta andando il mondo del business digitale.

Gli articoli mi descrivevano nel contesto dell’innovazione digitale italiana, come un imprenditore che ha saputo costruire un modello di consulenza integrata capace di unire strategia, tecnologia e performance. Un modello — l’Hybrid Digital Consultancy — che non esisteva prima e che risponde a un bisogno reale del mercato.

Ma credo che il riconoscimento vada oltre il singolo modello di business. Quello che ha colpito le redazioni, probabilmente, è la coerenza di un percorso. Da Delfy a BeCreatives, da Easylivery all’Hybrid Digital Consultancy, ogni tappa del mio cammino imprenditoriale è stata un passo in avanti nella stessa direzione: aiutare le aziende italiane a navigare la trasformazione digitale con intelligenza e concretezza.

Il peso delle testate

Devo soffermarmi un momento sul significato delle testate che hanno pubblicato questa notizia, perché non è un dettaglio secondario.

Novella 2000 è una rivista che esiste dal 1919. Più di un secolo di storia editoriale. Quando Novella sceglie di parlare di te, significa che la tua storia ha qualcosa di universale, qualcosa che va oltre il settore specifico in cui operi e che può interessare un pubblico ampio e trasversale.

Libero Quotidiano è uno dei quotidiani nazionali più letti, con una tiratura e una presenza online che lo rendono un punto di riferimento per milioni di italiani. Il Tempo, storico quotidiano romano, porta con sé un’autorevolezza costruita in decenni di giornalismo di qualità. E TgCom24, il portale di informazione di Mediaset, raggiunge un pubblico enorme attraverso la televisione e il digitale.

Essere citato contemporaneamente da tutte queste testate significa che il messaggio non è rimasto in una bolla. Ha raggiunto persone che probabilmente non avevano mai sentito parlare di consulenza digitale integrata, di Hybrid Digital Consultancy, o del mio lavoro. E questa è, forse, la cosa più preziosa: la possibilità di ispirare qualcuno che non ti conosce, di far nascere una curiosità, di piantare un seme in un terreno nuovo.

I compagni di lista

Essere inserito in una lista di cinque personaggi da tenere d’occhio significa anche essere associato a persone di valore straordinario, ognuna eccellenza nel proprio campo:

Anton Giulio Grande, stilista calabrese con oltre 25 anni di carriera nell’alta moda, docente universitario e Presidente della Calabria Film Commission. Un uomo che ha saputo portare il Sud Italia sulle passerelle internazionali.

Andrea Bertoni, manager inserito nella lista dei 100 di Forbes, al vertice della Davis & Morgan, banca d’affari specializzata in distressed asset, con oltre 1,3 milioni di follower su Instagram. La dimostrazione che finanza e comunicazione possono convivere.

Aldo Corbo, imprenditore siciliano che con il centro dentale CORBO ha rivoluzionato i costi degli impianti dentali aprendo laboratori interni, rendendo accessibile a tutti quello che prima era un lusso.

Domenico Ferraro, esperto di orologeria di lusso, fondatore di D. & E. Luxury Watches, che sta realizzando un laboratorio privato di 400 metri quadri, tra i più grandi d’Europa nel suo settore.

E poi io, descritto come ingegnere e imprenditore classe 1985, “visionario della consulenza integrata” che coordina oltre 100 talenti digitali attraverso un ecosistema di società — Hybrid Digital Consultancy, Akuna Matata, BeCreatives e le altre realtà del gruppo.

Questa eterogeneità è significativa. Dalla moda alla finanza, dalla sanità all’orologeria di lusso, fino all’innovazione digitale: l’Italia ha un tessuto imprenditoriale vivo e dinamico, capace di esprimere eccellenze in settori molto diversi tra loro. Ed essere riconosciuto come parte di questo panorama è qualcosa che mi riempie di orgoglio, non solo personale ma anche come italiano che crede nel potenziale innovativo del nostro Paese.

L’effetto sulla quotidianità

Sarebbe ipocrita negare che un riconoscimento di questo tipo non abbia avuto un impatto concreto. Nei giorni successivi alla pubblicazione, ho ricevuto decine di messaggi da colleghi, clienti, potenziali partner, e anche da persone che non conoscevo affatto. C’è chi mi ha scritto per complimentarsi, chi per chiedermi un consiglio, chi per propormi una collaborazione.

Ma l’effetto più significativo è stato interno, personale. Mi ha dato una conferma che arriva in un momento cruciale del mio percorso. Dopo anni di lavoro, di sperimentazione, di alti e bassi, ricevere un riconoscimento così ampio e trasversale è come ricevere un segnale che ti dice: “Stai andando nella direzione giusta. Continua.”

E questo, per un imprenditore, vale più di qualsiasi premio o trofeo. Perché l’imprenditoria è un percorso solitario, fatto di decisioni prese nell’incertezza, di rischi calcolati, di notti insonni a chiederti se stai facendo la cosa giusta. Avere una conferma esterna di questa portata è un carburante potentissimo.

Cosa significa “da tenere d’occhio”

L’espressione “da tenere d’occhio” implica una proiezione verso il futuro. Non è un premio alla carriera, non è un riconoscimento retrospettivo. È una scommessa su quello che verrà. E questo mi carica di una responsabilità enorme ma anche entusiasmante.

Il 2025 è un anno in cui sto lavorando a progetti ambiziosi che spero di poter annunciare presto. L’Hybrid Digital Consultancy sta evolvendo, si sta arricchendo di nuove competenze e di nuovi partner. La mia visione della consulenza integrata sta prendendo forme sempre più concrete e scalabili.

Essere tra i “cinque da tenere d’occhio” non è un punto di arrivo. È una rampa di lancio. È la conferma che il mercato è pronto per quello che sto costruendo, e che le persone — dall’imprenditore che legge Libero alla ragazza che sfoglia Novella 2000, dal manager che consulta Il Tempo al giovane che scorre TgCom24 sul telefono — sono curiose di sapere cosa farò dopo.

E io non vedo l’ora di mostrarglielo.


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